Zac, si taglia: ridimensionamento drastico dei budget, calmiere ai contratti delle stat, fiction al risparmio. Il caso Incantesimo?

RAI Lo stop improvviso alla decima serie della popolarissima fiction alla Rai (20 milioni di euto all'anno per uno share che non soddisfa più. Raiuno) non è che l'avvisaglia di quel che aspetta la Rai in autunno.

A viale Mazzini i budget sotto osservazione
, si prevedono sforbiciate agli staff dirigenziali, ottimizzazione in tutte le strutture di supporto. Per non parlare delle auto blu e degli appalti: le macchine, anche ai piani alti, sono state già largamente sostituite da taxi in abbonamento. Quanto alle troupe esterne per i tg, i rinforzi sono ormai all'osso.

A decidere il ridimensionamento di tutti i centri di spesa aziendale sarà il consiglio di amministrazione, che ha già valutato le strategie del direttore generale, Claudio Cappon, dando il via libera alla manovra per l'autunno.

Non lo vogliono definire un piano antisprechi («Perché ormai c'è ben poco da sprecare» spiegano a viale Mazzini) ma un restyling dei budget sul fronte sia dei costi fissi di gestione sia del prodotto. L'obiettivo è tagliare tra il 10 e il 20 per cento tutte le voci di spesa.

Cominciando dai contratti delle star sui quali "austerity" è già scattata, Come risulta a Panorama, per la prima volta nella storia della Rai, la dirigenza di viale Mazzini ha convocato in questi giorni senza clamore gli agenti dei personaggi esterni, dai nomi meno noti ai top del settore, come gli avvocati dello studio Assumma o Beppe Caschetto, fino a Lucio Presta e a Lele Mora.

Per tutti un messaggio chiaro: tagli in arrivo, senza eccezioni. Com'è accaduto per i primi rinnovi negoziati prima della chiusura per ferie.

Contratto contenuto per Luca Giurato e Michele Cucuzza (per il quale si era parlato di una richiesta vicina ai 500 mila euro all'anno): 20 per cento in meno con un solo anno di ingaggio.

«Tagliare i costi è inevitabile», non fa che ripetere da settimane il vicedirettore generale, Giancarlo Leone. La via dell'ottimizzazione del resto è scritta nelle stime allarmanti dell'ultimo bilancio previsìonale della Rai: perdite annunciate tra 200 e 250 milioni di euro per il 2008, fino a 250 milioni entro il 2010.

I motivi? Stagnazione dei ricavi pubblicitari, canone stabile ma soprattutto un'eredità pesante alla voce sport, dove la gestione che ha preceduto questo consiglio di amministrazione ha sbagliato un colpo, anzi due, sopravvalutando le possibilità di ritorno economico dopo l'acquisto dei diritti per gli Europei di calcio, sei anni fa (110 milioni di euro che pesano ancora parecchio sui conti di oggi).

Come pure l'operazione Olimpiadi, altri 50 milioni di euro per i diritti degli eventi di Pechino 2008 sui quali si annunciano introiti pubblicitari tut-t'altto che soddisfacenti.

Da ripensare, oltre ai costi fissi, il prodotto, l'assortimento di programmi. E anche se la Rai spera negli investimenti pubblicitari che verranno quantomeno dalle serate «colte» con Roberto Benigni, il settore fiction è avvisato, per il prossimo anno sono già previsti almeno 20 milioni di euro di tagli. Si è, appunto, rotto l'Incantesimo.

Laura Delli Colli
per "Panorama"