
Questa mattina a Roma si è svolto un convegno dal titolo "
Tv digitale terrestre. Il superamento dell'analogico. I 90 giorni di switch off che coinvolgono il 30% della popolazione", promosso dal Comitato nazionale Italia digitale e dal ministero per lo Sviluppo economico - Dipartimento per le comunicazioni. Hanno partecipato,tra gli altri,
Corrado Calabrò (presidente Agcom),
Paolo Garimberti (presidente Rai),
Fedele Confalonieri (presidente Mediaset),
Franco Bernabè (ad Telecom Italia),
Tarak Ben Ammar (presidente D-Free),
Andrea Ambrogetti (presidente DGTVi), oltre al viceministro con delega alle Comunicazioni, on.
Paolo Romani.
Proprio di quest'ultimo vi offriamo qui di seguito l'intervento integrale che fa il punto sul digitale terrestre in Italia alla luce degli ultimi switch effettuati e di quelli che verranno nei prossimi mesi.
Il Governo ha posto al centro della propria azione l’obiettivo di accelerare ed attuare il processo di digitalizzazione del sistema televisivo. Oggi parliamo di televisione digitale terrestre e superamento dell’analogico, perché non vi è dubbio che nel nostro Paese la piattaforma televisiva di gran lunga più diffusa è stata negli anni la televisione analogica terrestre con il 90% di diffusione nelle famiglie italiane. Il cittadino italiano quindi vivrà il passaggio alla televisione digitale principalmente attraverso lo spegnimento delle trasmissioni analogiche terrestri ed il naturale passaggio al digitale terrestre.
Il vantaggio della televisione digitale terrestre è di garantire ai cittadini una più ampia possibilità di fruizione di programmi gratuiti e una maggiore qualità audio e video. Vantaggi della televisione digitale che il cittadino può perseguire anche con le altre piattaforme televisive complementari, satellitare ed IPTV. La televisione digitale terrestre come una grande apertura verso l’innovazione, il pluralismo e l’ampliamento dei soggetti presenti sul mercato.
Cos’è oggi la TV digitale terrestre in Italia lo possiamo vedere con i nostri occhi : 34 canali nazionali gratuiti rispetto ai 10 canali nazionali del sistema analogico. La via italiana alla televisione digitale terrestre è originale ed innovativa. Si basa sulla partecipazione e collaborazione del Governo con tutti i soggetti coinvolti da questo processo di innovazione.
Regione ed Enti locali, emittenti televisive nazionali e locali, produttori di tv e decoder, distributori di apparati, installatori e consumatori, tutti sono presenti nel Comitato Nazionale Italia Digitale e partecipano alla riuscita del processo. In Italia è il Sistema Paese promotore e protagonista del processo. Una specificità italiana, che sottolineiamo e rivendichiamo, in un contesto europeo che ad oggi non ha raggiunto il nostro livello di avanzamento del processo di digitalizzazione. La scelta italiana è stata di procedere gradualmente alla digitalizzazione del paese attraverso un Calendario per Aree condiviso con le Regioni italiane e stabilito per legge dal Governo nazionale.
Fin dal passaggio definitivo alla televisione digitale della Sardegna e poi della Valle d’Aosta e del Piemonte, le modalità operative scelte, gli strumenti di assistenza ai cittadini messi in campo dal Governo configurano un vero e proprio Modello che accompagnerà anche le prossime aree nel passaggio alla televisione digitale:
- La scelta del Ministero di istituire Task Force regionali per gestire le fasi operative insieme alle emittenti tv nazionali e locali ed agli enti locali coinvolti;
- Il passaggio anticipato di Rai 2 e Rete 4 (switch over) di alcuni mesi rispetto al passaggio definitivo di tutte le emittenti che serve a rendere familiare la nuova tecnologia ai cittadini in modo graduale; a favorire la dotazione in modo progressivo di apparati, decoder e tv integrati, da parte delle famiglie; ad incrementare l’utilizzo della nuova piattaforma televisiva scoprendone le caratteristiche ed i vantaggi;
- Il contributo statale previsto per le fasce sociali deboli, individuate grazie a caratteristiche di reddito ed età, per l’acquisto di un decoder interattivo. Un contributo erogato nelle aree all digital 2008 e 2009, finora, a 926.000 famiglie;
- L’assistenza al cittadino assicurata da un Call Center (800.022.000) che dallo switch off della Sardegna di un anno fa ad oggi ha assistito 510.000 cittadini fornendo informazioni utili in particolare per la sintonizzazione dei decoder e dei televisori integrati;
- Le campagne di comunicazione, in molti casi realizzate in collaborazione con gli enti locali, che vedono le emittenti tv locali protagoniste dell’informazione di servizio al cittadino;
- La gestione delle fasi di transizione totale (switch off) da parte degli uffici del Ministero con il supporto della Fondazione Bordoni, che diventa, per la complessità del sistema televisivo italiano con le sue 550 emittenti televisive locali, 10 canali nazionali, e 24.200 impianti di trasmissione, un caso unico nel contesto europeo.
Un Modello che ad oggi ha retto la prova del passaggio al digitale di Sardegna, Piemonte e Valle d’Aosta e che questa mattina sta affrontando lo switch over di Rai 2 e Rete 4 a Napoli ed in gran parte della Campania. Da domani, 15 ottobre, affronterà la transizione definitiva al digitale terrestre di 1800 impianti che servono circa 1 milione di abitanti in Trentino Alto Adige. Per giungere nella seconda metà di novembre allo switch off del Lazio, con l’impegnativo passaggio al digitale terrestre di Roma il 16 novembre.
On. Paolo Romani
Vice Ministro allo Sviluppo Economico - Comunicazioni