Cosa guardano i bambini in televisione? Esistono ancora programmi per loro? Dopo il successo di “Chi ha incastrato Peter Pan?” e la rinnovata fiction su “Pinocchio”, ragioniamo sul tema nel nuovo VENERDÌTORIALE, prendendo spunto anche da “Valori di cartone”, un libro che vuole indagare il mondo della tv ‘dei’ ragazzi contemporanea.
La stagione tv autunnale è stata fin dal suo inizio segnata in qualche modo dal “ Fattore B”, ovvero il Fattore Bambini. Tutti i nostri lettori ricorderanno la querelle attorno alla messa in onda di Così fan tutte in settembre su Italia Uno e l’accorato intervento del Moige che portò il direttore Tiraboschi allo spostamento al venerdì a mezzanotte, dove tuttora è collocato.
E come non ricordare il successo di Colorado, sempre su Italia Uno, programma comico con una platea ben più giovane di quella di Zelig. Oppure la fiction con il Medico in famiglia di Rai Uno sempre molto child-oriented, con storie familiari e personaggi facilmente identificabili.
L’elenco potrebbe continuare ancora per molto, se considerassimo anche il daytime, ma – rimanendo ancorati alla prima serata – citiamo altri due titoli, pieni però di alcune criticità. In primis Chi ha incastrato Peter Pan?, condotto da Paolo Bonolis e in onda ogni mercoledì su Canale 5, che spopola letteralmente tra i giovanissimi e tra i bambini rendendolo uno di quei programmi multi-generazionali che, in virtù della ‘normale’ targettizzazione, lo premia sempre anche negli ascolti (vedi la vittoria contro Real Madrid – Milan).
Sono quindi i bambini a sancire la vittoria del programma di Bonolis, ma siamo proprio sicuri che sia realmente un prodotto ‘ per’ bambini? Forse sarebbe meglio usare qualche altra preposizione, magari ‘ di’ bambini o, meglio ancora, ‘ coi’ bambini. Non sappiamo ancora come verrà giudicato dal Moige, che a giorni pubblicherà il suo report mensile, ma qualche dubbio a noi è venuto, essendo l’intrattenimento sempre più rivolto agli adulti che “ridono” dell’ingenuità, della buona fede e della sincerità dei più piccoli, senza però – va detto – mai ridicolizzarli in eccesso.
Cambiando aspetto, un altro dubbio ci è venuto durante la messa in onda di Pinocchio, precisamente della nuova versione Lux Vide andata in onda questa settimana: tralasciando i commenti sul prodotto, che lasciamo volentieri alla critica, quello su cui vorremmo prestare attenzione è la libertà autorale nel maneggiare quella che è (forse) la fiaba più italiana. Aver così stravolto la narrazione rende quindi inutili certi titoli di giornale che hanno gridato al successo della “cultura” sul trash del Grande Fratello. Ma quale sarà stato l’effetto di una tale operazione nei più piccoli che magari si erano preparati alla visione leggendo il testo collodiano?
Allargando la visuale, però, noi tutti pensiamo ai bambini davanti al piccolo schermo più nelle ore diurne, specialmente pomeridiane, che serali. Di recente però abbiamo assistito sempre più alla sparizione della tipica “tivù dei ragazzi”, che una volta trovava spazio addirittura su Raiuno (forse chi ha più di 15 anni ricorderà ancora l’esperienza di Solletico con Mauro Serio ed Elisabetta Ferracini) e che ora viene affidata più alle reti tematiche digitali (di Sky o del DTT) che alle generaliste, dove baluardi rimangono quelli di Raidue al mattino (Cartoon Flakes), Raitre al pomeriggio (Trebisonda e Melevisione) oltre a Italia Uno, unica a mantenere ininterrottamente gli spazi con i cartoni animati sin dai tempi di Bim Bum Bam.
Non è nostra intenzione però ripercorrere la storia di questi programmi, ma di restare nell’attuale in questo clima di evoluzione sia tecnologico che sul piano dei contenuti, con nuove reti interamente dedicate ai bambini o addirittura nuovi pacchetti (come Premium Fantasy) e parimenti nuove tipologie di cartoni o telefilm per i più piccoli (il successo de Il mondo di Patty forse riesce a rendere l’idea).
Esclusivamente sui cartoni animati si fonda però il progetto di “Valori di cartone”, un libro pubblicato da LINK, a cura di Manuela Malchiodi e prefatto da Aldo Grasso. Nel volume, che dà conto di una ricerca nata all’interno dell’Osservatorio di Pavia, si indagano le programmazioni dei canali generalisti e di alcune digitali (Rai Gulp, Boing, Disney Channel, Cartoon Network e Jetix), analizzandone i contenuti e classificando i singoli prodotti e il loro pubblico di riferimento, cercando infine di delinearne il profilo secondo vari caratteri.
Per maggiori informazioni sul libro, vi rimandiamo al sito dedicato, mentre cliccando qui è possibile leggere la prefazione, come detto, curata da Aldo Grasso.
Giorgio Scorsone
per "Digital-Sat.it"
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